“Turandot” di Puccini su Rai 5

Ancora Cina: in contemporanea con Il ragazzo del risciò ecco Turandot di Puccini nella replica di un allestimento del 2001 andato in scena alla Scala di Milano.

locandina

Esattamente 15 anni fa (la ripresa tv è del 18 giugno 2001). Sul podio Georges Prêtre che sostituì Giuseppe Sinopoli da poco scomparso.

atto I

Scena dall’atto I © A.Tamoni

Ottimi protagonisti: Alessandra Marc, Nicola Martinucci, Cristina Gallardo Domas, Andrea Papi.

Nicola Martinucci © A.Tamoni

Nicola Martinucci © A.Tamoni

Avevo già segnalato questo spettacolo e rimando a quanto scritto allora:

https://musicofilia.wordpress.com/2012/05/19/turandot-di-puccini-scala2001-su-rai-5/

Alessandra Marc © A.Tamoni

Alessandra Marc © A.Tamoni

Ne raccomando vivamente l’ascolto e la visione: ne vale la pena.

Cristina Gallardo Domas

Cristina Gallardo Domas © A.Tamoni

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2 Risposte to ““Turandot” di Puccini su Rai 5”

  1. umberto spigo Says:

    Sull’onda della tua segnalazione ho ripescato la “Turandot” diretta da Pretre nel 2001.
    Hai perfettamente ragione: la particolarissima agogica del Maestro e la sua “ricerca quasi ossessiva del rubato” , come l’hai chiamata nel tuo “post” del 2012, creano spessissimo una diversa temperatura drammatica , facendo scoprire nuovi risvolti espressivi. Fra i molti momenti memorabili, ho trovato eccezionali tutte le scene con le tre maschere, ricche di sfumature e trapassi di colore pressoché inediti, anche a fronte della pur innovativa lettura che ne aveva già dato Karajan.
    L’ascolto della “Turandot” scaligera mi invoglia a ripercorrere le interpretazioni operistiche di Pretre, sovente assai controverse, come la “Traviata” con la Caballè.
    Per esempio ho rivisitato di recente la “Louise” di Charpentier incisa nel 1977 (Domingo, Cotrubas etc) e ne ho ancora una volta apprezzato la varietà e l’intensità dell’eloquio drammatico perseguite continuativamente da Pretre anche nelle pagine più prolisse e verbose dell’opera .

    Umberto

  2. Roberto Mastrosimone Says:

    Prêtre è un direttore che è “invecchiato” benissimo, anzi sembra persin ringiovanire a ogni ascolto. Nemico giurato della routine, riesce a sorprendere sempre e spesso a spiazzare con delle interpretazioni inedite. Questa Turandot della Scala ne è un esempio eloquente. Non è un lavoro di oreficeria fine a se stesso, ma sempre piegato a esigenze espressive. Secondo me una delle più belle Turandot, se non la più bella (almeno per ciò che riguarda al direzione d’orchestra).

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