Inaugurazioni Stagioni OSN Rai e Santa Cecilia in tv su Rai 5

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James Conlon

Stasera diretta tv su Rai 5 a partire dalle ore 20:00 della inaugurazione della Stagione 2016/17 della OSN Rai. Sul podio James Conlon, nuovo direttore principale. In programma la Quinta Sinfonia di Schubert e la Quinta Sinfonia di Mahler.

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Antonio Pappano a Santa Cecilia ©Musacchio/Ianniello

Sabato sera differita tv a partire dalle 21:15 della inaugurazione della Stagione 2016/17 della Accademia di Santa Cecilia. Dirige Antonio Pappano. In programma il Fidelio di Beethoven. Leonora sarà il soprano statunitense Rachel Willis- Sørensen, Florestano il tenore neozelandese Simon O’Neill, mentre nel ruolo di Pizarro vedremo il baritono Sebastian Holocek. Un cast internazionale  di cui fanno parte ancora Günther Groissböck, Amanda Forsythe, Maximilian Schmitt e Julian Kim.

mb

Massimo Bernardini

A introdurre e commentare sarà Massimo Bernardini in un nuovo format dal titolo “Nessun dorma” che è già decollato con il Concerto di Piovani. Quindi scompaiono i due giovani della scorsa stagione.
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Il commento al Concerto della OSN Rai:

https://musicofilia.wordpress.com/2016/10/21/james-conlon-inaugura-la-stagione-osn-rai-con-schubert-e-mahler/
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Il Fidelio da Roma aveva purtroppo un audio difettoso (non so se dipenda dall’emittente, dalla zona, dal digitale terrestre, ma è quasi una costante quando le riprese sono da Santa Cecilia…): c’era quell’effetto che ricorda i vecchi vinili rovinati in superficie con la puntina che spesso salta. Non voglio quindi esprimermi sulla esecuzione.

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Finale dell’opera © Musacchio e Ianniello

La presentazione e i commenti sono stati su un buon livello, se si esclude quel demenziale cartoon (non so se il termine sia appropriato) che riassumeva l’opera: non so a chi sia venuto in mente di fare una cosa simile e spero che al più presto evitino questi scempi.

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Applausi finali © Musacchio & Ianniello

Serata di grande successo di pubblico con molti applausi.

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“Noch einen Laut und du bist tot!” © Musacchio & Ianniello

Be’ come al solito questo è un momento emozionante, almeno per me, e lo è stato anche nell’ascolto di ieri sera.

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“O namenlose Freude” © Musacchio & Ianniello

Per non dire di questo: il più bel duetto d’amore in assoluto!

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10 Risposte to “Inaugurazioni Stagioni OSN Rai e Santa Cecilia in tv su Rai 5”

  1. luzy Says:

    Lol. Accendo la tv dopo non so quanti mesi e vado su Rai5.

    C’è una specie di presentazione concerto stile cartone animato con voce femminile recitante che infila una serie di luoghi comuni da non credere; …serata speciale… dicono…

    Eccone uno:

    <> (???)

    Questa è Rai5?

    Fantastico! Sono riusciti veramente a farsi un pubblico in questo modo?

  2. valerio augusto Says:

    e le repliche? per ora non ne vedo previste…

  3. Cherubino92 Says:

    Tra le interviste in stile ‘mockumentary’ sulla metro, le biografie cartoon stereotipate e gli ospiti dell’intervallo coperti dal chiacchiericcio della platea, sembrava di assistere alla presentazione di una serata in un teatro parrocchiale, non di sicuro dell’Orchestra Nazionale della Rai!
    Per non dire delle inquadrature: la pancia di Conlon o il flautista che si sistemava il cravattino, solo per citarne un paio. Così facendo, viene voglia di spegnere il video ed affidarsi esclusivamente alla Radio.

  4. Roberto Mastrosimone Says:

    @ luzy :Premetto che ho seguito il concerto dal vivo all’Auditorium Toscanini, ma che ho registrato il concerto spinto più che altro dalla curiosità del nuovo format, che ho visto stamane. Sicuramente i pochi minuti cui ti riferisci sarebbero da eliminare e spero che nei futuri concerti scompaiano. Il resto mi è parso su un livello buono. Le interviste agli strumentisti e a Conlon erano interessanti, così quelle agli esperti. Non male anche gli inserti di concerti del passato, nonché di filmati, tra cui l’ineffabile Al Bano nel ruolo di Schubert. Certo si tratta di divulgazione rivolta a una platea di non iniziati, non è roba da specialisti. Però siamo già molto distanti dalle presentazioni arruffate della scorsa stagione in cui la conduttrice interrompeva di continuo l’esperto (direttore, compositore e chissà che altro) con inviti a tweettare e con lettura di tweet banalissimi.

  5. Roberto Mastrosimone Says:

    @ Cerubino92: Mi pare che la Rai in questi ultimi sei anni abbia fatto passi da gigante rispetto a un passato in cui la classica era completamente bandita dalla programmazione. Io continuerei a tenere accesa la tv quando trasmette musica classica.

  6. Roberto Mastrosimone Says:

    @ Valerio Augusto: Non sono previste nell’immediato, è il nuovo modo di programmare, forse per attirare più audience nella serata?

  7. luzy Says:

    Ok… Cmq è saltata la citazione dal cartone animato in cui Salieri cerca un nuovo allievo per sentirsi nuovamente inferiore… (i tre punti interrogativi erano per questo).

    A mio parere una presentazione di un concerto di musica colta deve essere colta. Punto. Peralro ce ne sarebbe bisogno.

    Il problema del “nuovo pubblico”. Lo spettatore interessato si ferma. L’altro passa e va. Ed è bene che sia così.

    Su iamc ho scritto un’altra cosa più tagliente che riguarda la scelta dei programmi: per me Mahler ha “rotto le palle”.

    Mi spiego. Non Mahler il compositore e le sue opere. Ciò che ha “rotto le palle” è il mahlerismo e, soprattutto, i mahleriani. In ogni caso dopo centinaia tra concerti, dirette tv, video e dischi con Abbado, Bernstein, Boulez, Sinopoli, Giulini (chi scordo?) orchestre e direttori dovrebbero chiedersi se insistere sia utile alla MUSICA.

    Mentre sul fronte critico a sentir citare per la centesima volta Visconti e la “morte nera” mi viene un abbiocco…

  8. Andrea Says:

    Concordo con lei, Sig. Mastrosimone, che l’impegno della Rai per la musica classica sia stato importante negli ultimi anni ed anche in questa stagione sembra ci sia da aspettarsi grandi trasmissioni: oltre ad i concerti OSN Rai, il Fidelio di Pappano, il Tristano di Gatti, la Manon Lescaut di Noseda, le trasmissioni dalla Scala -forse persino il balletto inaugurale!-, il Don Carlo fiorentino, etc. Tuttavia, quando a buoni/ottimi contenuti, si giustappone una cornice scadente o raffazzonata, temo che sia difficile riconoscere il livello di qualità, soprattutto per un pubblico meno avveduto. Non conosco Bernardini e non saprei dare un giudizio sulla sua conduzione, a prima vista non mi è stato simpatico, ma aspetterò per farmene un’idea più precisa e fare un bilancio sulla perdita di Mantanus (competente, ma goffo davanti alla telecamera) e della Scorzoni (completamente fuori luogo) -rimpiango però il buon Francesco Antonioni.
    Comunque i miei appunti riguardavano piuttosto le scelte di regia, le inquadrature, l’audio delle interviste…spero che si rendano conto di questo anche in produzione e si diano una “raddrizzata”. Perché, mai come oggi, conta l’apparenza, il format della trasmissione, soprattutto se si vuole allargare l’audience ai non addetti ai lavori.

  9. Roberto Mastrosimone Says:

    La Rai per circa un quarto di secolo ha quasi completamente escluso la musica classica dai suoi palinsesti tv; ciò ha impedito la formazione di professionisti in questo campo, al contrario di ciò che è avvenuto in paesi stranieri (Germania, Francia, Austria, U.K.). Non è facile recuperare il tempo perduto: se ricorda le prime dirette su Rai 5, sei anni fa, erano un vero disastro sia come conduzione che come risultati. Mi pare che soprattutto in questi ultimi mesi, con la nascita di Rai Cultura, ci sia un miglioramento: ad esempio le telecamere per la ripresa sono state finalmente aggiornate (fino a un paio di anni fa c’erano ancora quelle vecchie!!!), ci sono le dirette, c’è una conduzione di queste che poco alla volta si spera migliori. Insomma i progressi ci sono, tenendo conto del punto di partenza. Francesco Antonioni è un musicista, come Michele dall’Ongaro, e ha una competenza in materia ovviamente superiore. Bernardini è un giornalista e conduttore tv collaudato, è stato anche critico musicale e nella scorsa stagione Rai aveva presentato in sala, senza ripresa tv, i Concerti Classica per tutti dedicati alle famiglie; insomma i requisiti ci sono, si spera nei risultati.

  10. Roberto Mastrosimone Says:

    @ luzy: “Il mio tempo verrà”. Ed è venuto, eccome….
    Ho constatato che con Mahler in programma le sale da concerto, almeno qui a Torino, si riempiono, al contrario di ciò che ancora avviene quando in programma c’è ad es. Shostakovich o Bruckner (i cui tempi tardano a venire, almeno qui). I direttori artistici agiscono di conseguenza e con Mahler sanno di andare sul sicuro. Il problema piuttosto sono gli interpreti: se in passato i direttori affrontavano Mahler nel pieno della loro maturità artistica (Giulini affrontò solo poche sinfonie, così Colin Davis, Karajan vi giunse negli anni 70, Sawallisch si limitò a poche sinfonie…) oggi direttori alle prime esperienze vi si cimentano con risultati che a livello interpretativo non vanno al di là del compitino ben fatto, e spesso neanche questo. Però poiché il mercato detta legge: Mahler si vende bene e così il gioco è fatto: l’unica musica che conta per alcuni è quella che fanno i soldi

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